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Notizie e news del Vino Doc dell'agroericino

Docerice.it il sito del Vino Doc di Erice e delle valli dell'agroericino

Strada del Vino Erice Doc
Sede legale: Piazza Umberto I n. 3 91016 Erice (TP)
Sede operativa: Via Cap. A. Rizzo n. 39 91010 Fulgatore (TP)
Tel. 0923811700 Fax. 0923811654
 

 


Siti Amici

Agriturismo Don Carlo

Vino Doc Erice - novità fra i migliori vini d.o.c. della Sicilia

Da pochi mesi Erice è un centro vitivinicolo di particolare rilievo, sia per i produttori di vino della neonata Denominazione di Origine Controllata che per tutti coloro che fanno accoglienza sul territorio in onore del nettare di Bacco. E' quindi un'area produttiva in fermento, che ben promette per diventare uno dei riferimenti internazionali dei vini siciliani di qualità. Al centro, l'antico borgo di Erice, cittadina del trapanese di impianto medievale, fatta di stradine rivestite di basolato e acciottolato, ricca di torri, chiese, castelli e conventi. E ad Erice proprio i conventi sono stati i depositari del sapere culinario e di molte ricette sicule: le suore di clausura di San Carlo e Santa Teresa, infatti, sfornavano pasticcini e biscotti famosi in tutta l'isola. Ed oggi, le ultime apprendiste, lavorano gli eccellenti dolci e cesellano le tipiche decorazioni di fiori sopra la glassa.

Rilette le ricette in chiave moderna o riportate dal passato le modalità di lavorazione senza alcuna trasformazione aggiunta, i laboratori e le pasticcerie di oggi sfornano bocconcini di mandorla, amaretti, frutti di Martorana, quaresimali, mustazzoli, e poi, genovesi con la crema, sospiri, palline all'arancia e dolcetti di mandorle al liquore. Un patrimonio mai disperso, quindi, che accompagna bene i vini in fortissima accelerazione qualitativa grazie alla particolare morfologia dei suoli delle colline che circondano il Monte Erice, il clima caldo asciutto per gran parte dell'anno, un'altimetria tra i 200 e i 700 metri tale da garantire un'ottima esposizione e ventilazione di brezza marina ai vigneti e l'elevata escursione termica che qualifica carattere e aromi al vino.

Del resto, il trapanese intero offre una mappa enografica interessante (che ricalca ovviamente l'andamento del territorio e disegna le Denominazioni provinciali Erice, Alcamo, Salaparuta, Delia Nivolelli, Marsala, Moscato e Passito di Pantelleria) e una estesa varietà di vitigni, autoctoni e internazionali, che trovano qui caratteristiche pedoclimatiche ottimali: Nero d'Avola, Perricone, Pignatello, Sangiovese, Frappato, Inzolia, Catarratto, Grillo, Grecanico, Trebbiano, Cabernet, Syrah, Merlot e Chardonnay.

Il visitatore che viene in queste zone trova una gastronomia unica (rigorosamente tradizionali sono le minestre: i semini di mela con il brodo di gallina, le cassatelle di ricotta in brodo di gallinella, le frascatole in brodi di pesce, la ghiotta di babbaluci ovvero le lumache con la menta e le mandorle, le fave secche a cunigghiu, con finocchietto di montagna e biete; e poi il condimento ericino per eccellenza: aglio, basilico, pomodoro, olio, mandorle e mollica abbrustolita) e, dal luglio 2005, anche una Strada del Vino, riconosciuta dalla Regione in contemporanea con il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata.

Il visitatore trova anche un itinerario storico archeologico di estremo valore, che va dalle tracce della preistoria ai reperti risalenti agli insediamenti fenici, greci e romani; quella ad Erice, che si trova sulla linea dei siti archeologici di Marsala, Selinute, Salemi e Segesta, è una vera e propria immersione nella storia con la possibilità di ripercorrerne le trappe. Tappe e testimonianze che si ritrovano nell'evolversi del stesso nome: gli elimi la chiamavano Iruka, i punici Erech, i greci ed i romani Eryx.

Tutt'intorno le splendide riserve naturali presenti nel territorio della provincia di Trapani: a ridosso della città è la Riserva delle Saline di Trapani e Pacco, e poi, la Riserva Monte Bonifato, la Riserva dello Stagnone a Marsala, l'Area Marina Protetta delle Egadi, la Riserva di Monte Cofano, la Riserva Bosco d'Alcamo, la Riserva Lago Preola e Gorghi Tondi e la Riserva dello Zingaro.
Ad Erice sono da non perdere il Giardino del Balio, il Museo Civico, la Chiesa Madre; qui si trova anche il Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana, in cui, per tutto l'anno, vengono organizzati seminari e incontri tra i più grandi scienziati del mondo.
Iole Piscolla
(fonte)

COMUNICATO STAMPA del 03 Agosto 2004

APPROVATA LA DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA DOC ERICE

(D.M. 20/10/2004 - G.U. n.259 del 4/11/2004)

bianco (min. 60% catarratti, possono concorrere altri vitigni idonei alla coltivazione nella regione max. 40%);

monovarietali bianchi: Ansonica o Insolia, Catarratto, Grecanico o Grecanico dorato, Grillo, Chardonnay, Müller Thurgau, Sauvignon, Zibibbo, Moscato di Alessandria (ciascuno min. 85%, possono concorrere altri vitigni idonei alla coltivazione nella regione max. 15%);

spumante brut (min. 70% chardonnay, possono concorrere altri vitigni idonei alla coltivazione nella regione max. 15%);

spumante dolce (min. 95% moscato d'Alessandria o zibibbo, possono concorrere altri vitigni idonei alla coltivazione nella regione max. 5%)

Vendemmia Tardiva Zibibbo (moscato d'Alessandria o zibibbo min. 95%, possono concorrere altri vitigni idonei alla coltivazione nella regione max. 5%), per questa tipologia l'appassimento previsto è in pianta;

Vendemmia Tardiva Sauvignon (sauvignon min. 95%, possono concorrere altri vitigni idonei alla coltivazione nella regione max. 5%), per questa tipologia l'appassimento previsto è in pianta;

Passito (moscato d'Alessandria o zibibbo min. 95%, possono concorrere altri vitigni idonei alla coltivazione nella regione max. 5%), per questa tipologia l'appassimento previsto è in fruttaio;

Moscato (moscato d'Alessandria min. 95%, possono concorrere altri vitigni idonei alla coltivazione nella regione max. 5%);

rosso, riserva (min. 60% nero d'Avola e/o calabrese, possono concorrere altri vitigni idonei alla coltivazione nella regione max. 60%);

monovarietali rossi (anche riserva): Calabrese o Nero d'Avola, Frappato, Perricone o Pignatello, Cabernet Sauvignon, Syrah, Merlot (ciascuno min. 85%, possono concorrere altri vitigni idonei alla coltivazione nella regione max. 15%);

 


The ancient Sicilian burg of Erice, on the slopes of Mount San Giuliano in the province of Trapani, has been chosen as the emblem of this D.O.C. wine that is produced both in the territories of Erice and in those of Buseto Palizzolo, Valderice, Custonaci, Castellamare del Golfo (about a 247 acres only), and the hilly areas of the commune of Trapani in the direction of Calatafimi and Salemi.

The historical, walled town of Erice is situated 700 meters above sea level. It was built by the Elimi and destroyed by the Carthaginians in 260 B.C. It didn’t have many inhabitants under the Romans, but it flourished again under the Normans, when Roger ordered a castle to be built there.

Erice has managed to preserve its medieval atmosphere, its narrow, paved streets and its stone houses. Sitting high up in its nest, Erice dominates its D.O.C. vineyards all the way to the reserves of the promontory of Zingaro and the coast of San Vito Lo Capo to the east and the salt mines of Trapani to the west.

One of the objectives of the Erice D.O.C. appellation is to give due recognition to indigenous grape varieties like Catarratto, Nero d’Avola, Grillo, Insolia, Frappato, Perricone, and Zibibbo. But other grape varieties like Chardonnay, Sauvignon, Merlot, Syrah and Cabernet Sauvignon are also used in Erice D.O.C., bringing an international dimension to the local vintners’ challenge.


08-11-2004 - Nuova DOC per la Sicilia
La vecchia denominazione Colli Ericini IGT diventa ufficialmente Erice DOC. Infatti, il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha ufficialmente riconosciuto la nuova DOC siciliana ed approvato il relativo disciplinare di produzione. Il decreto ministeriale che riconosce la nuova DOC, del  20 ottobre scorso, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 259 del 4 novembre 2004. Con il riconoscimento della DOC Erice  la Sicilia ha fatto un ulteriore e decisivo passo avanti.

 
Il marchio Doc Erice sarà posto su alcune delle bottiglie dei migliori vini prodotti nel territorio. E’ stata infatti approvata in via definitiva a Roma, dalla Commissione del Ministero delle Politiche Agricole, la Denominazione di Origine Controllata D.O.C. Erice.
Il marchio potrà essere posto in etichetta per i vini prodotti nella vendemmia 2005.
Sono necessari infatti tempi tecnici per rendere operativa la D.O.C. Erice. Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale occorre infatti l’iscrizione dei fondi all’Albo della D.O.C. presso la Camera di Commercio di Trapani.
Il progetto di riconoscimento della D.O.C. Erice è stato presentato al Ministero dal comitato promotore costituito dalle associazioni di categoria dei produttori della Provincia di Trapani (Coldiretti, Cia, Unione Agricoltori, Lega Cooperative, Unione Cooperative, A.G.C.I, Federvini, Federdoc, Unione Italiana Vini) con la firma degli agronomi Giuseppe Pellegrino e Antonino Messina. Il disciplinare di produzione è stato redatto dagli enologi delle 3 cantine Promotrici dell’iniziativa: la Cantina Avanti, la Cantina Ericina e la Cantina Primavera - Fazio Wines. Successivamente al progetto hanno aderito la Cantina Trapani e la Cantina Blandano.
Un ruolo considerevole nell’iniziativa che ha portato al riconoscimento del marchio Doc Erice è stato ricoperto dal Comune ericino che ha creduto nel progetto e che proprio per questo motivo, l’11 febbraio scorso ha ospitato, ad Erice Vetta, presso i locali del Polo Umanistico, la pubblica audizione nel corso della quale è stato letto il disciplinare di produzione che stabilisce, tra l’altro, qual è la zona entro la quale debbono essere coltivati i vigneti dai quali si potranno ottenere i vini con il marchio Doc Erice. Si tratta dei territori compresi tra i comuni di Erice, Valderice, Custonaci, Buseto Palizzolo, Castellammare del Golfo e Trapani.
Sono orgoglioso di aver partecipato attivamente alla definizione del progetto – dichiara il sindaco Ignazio Sanges – ma l’impegno dell’Amministrazione Comunale a favore dell’iniziativa continuerà anche in futuro e siamo già al lavoro per definire altre forme di collaborazione.
Sono convinto – prosegue Sanges – che con i vini Doc Erice esporteremo non soltanto prodotti di qualità ma anche l’immagine di una terra ricca di storia, tradizione e cultura.
 

14 Aprile 2005 - Un percorso comune per la realizzazione di un’enoteca comunale nell’ambito del territorio della Doc Erice. E’ quello che intendono seguire i sindaci dei Comuni di Trapani, Erice, San Vito Lo Capo, Buseto Palizzolo e Custonaci, dopo che con decreto del Ministro delle Politiche Agricole del 20 Ottobre 2004 è stata riconosciuta la denominazione di origine controllata Doc Erice, riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel disciplinare di produzione le cui disposizioni sono entrate in vigore a decorrere dalla vendemmia 2004. La zona di produzione delle uve atte alla produzione dei vini Doc Erice ricade nella provincia di Trapani e comprende i terreni vocati alla qualità di tutto il territorio del Comune di Buseto Palizzolo e parte dei territori dei Comuni di Erice, Valderice, Custonaci, Castellammare del Golfo e Trapani.
Per rendere operativo il progetto i Comuni intendono costituire l’Associazione “Strada del vino Erice Doc, al fine anche di partecipare al bando pubblicato dalla Regione Siciliana per la presentazione di progetti da finanziare nell’ambito del P.O.R. Sicilia 2000/2006 – misura 4.13 “Commercializzazione di prodotti di qualità”. Il riconoscimento, nell’ambito del territorio di riferimento della D.O.C. di Erice, di una Strada del Vino risulta un elemento imprescindibile per le finalità di promozione e tutela delle produzioni Doc e per lo sviluppo dell’enoturismo, del turismo rurale e del turismo in genere.

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